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Pinetiamo, per amore della nostra terra
Pinetiamo è l’iniziativa promossa dal consorzio albergatori di Paestum, dal consorzio degli operatori balneari e dall’associazione “verso la vita” e ha lo scopo di restituire il decoro e la vivibilità ad uno dei parchi-verde più grandi della regione Campania. Pinetiamo non è solo uno slogan, ma assume i connotati di una proposta decisa e ferma, che va oltre i toni della polemica sterile e fine a stessa circa le responsabilità del degrado di un luogo così bello e carico di infinte potenzialità, diventando uno strumento di cambiamento delle logiche conflittuali che reggono i rapporti tra enti e privati. La pineta siamo noi e per noi si intende ogni cittadino, l’impiegato, la casalinga, lo studente, l’imprenditore, il politico, l’adolescente e il vecchio; la pineta è l’immagine di quello che siamo, o almeno di quello che rappresentiamo, degrado, immondizia, abbandono. E’ sorprendente constatare come certi luoghi, nell’immaginario collettivo, assumono una connotazione negativa, corrispondente a certe zone oscure della nostra anima,qui si insediano le paure recondite,qui si scaricano rifiuti di ogni sorta, coperti dalle complici ombre degli alberi, si consuma il sesso disperato, quello che non trova spazio nemmeno nella grande cloaca mediatica. La pineta rappresenta l’inconscio della nostra collettività, tutta tesa a produrre, apparire nelle migliori vesti per poi nascondere gli istinti più bassi nel chiuso di una stanza, dove la disperazione non ha voce, ma solo un lugubre latrato, come i cani randagi che si aggirano in pineta, alla ricerca di un osso da sbranare.
Mi piacerebbe scomodare Jung per chiedere quale genius abita questi luoghi, quale divinità sovrintende il disordine, il degrado; non credo che le divinità olimpiche, dei vicini templi, con i loro volti radiosi possano trovare dimora tra i copertoni delle auto e i materassi, mi vengono in mente divinità terrene di altre civiltà, Tlazoltèotl, la divinità azteca dell’immondizia e della fecondità, forse è in questi luoghi che trova il suo tempio ed è dalla sua doppia natura di divinità del sudiciume e della vita che bisogna partire per ripensare all’ambiente che ci circonda, alla nostra vita. Bisogna toccare con mano la sporcizia che produciamo, sentire nelle narici il tanfo della putrefazione di una carcassa di un cane, raccogliere la plastica che copre il sottobosco per raggiungere il limite estremo dell’essere cittadino per poter cominciare a pensare ad un riscatto possibile, ad un progetto che restituisca a noi e ai nostri luoghi la bellezza della vita civile. Pinetiamo diviene l’occasione per conoscere la nostra terra, i nostri vicini, lavorando fianco a fianco per una causa comune,che trascende l’odioso particolare e la piccineria dell’egoismo atavico per diventare una vera festa di partecipazione sociale;solo così tra i sacchi di immondizia, pensando a tutto il lavoro che c’è ancora di fare si possono scorgere tra i rami dei pini, raggi di luce di mille sfumature, come una benedizione improvvisa nell’immenso tempio della natura.
Biancaluna Bifulco
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